Logo ASUR
 
Logo Regione Marche
Voi siete qui:
Progetto PICO MEN

 

Progetto PICO-Men

Nonostante l’osteoporosi sia una patologia dai grandi numeri con altissimi costi sociali ed economici, spesso viene ignorata, trascurata e non curata con conseguenze gravi in termini di qualità di vita e di autonomia per il paziente e in termini di spesa sociale, legata alla gestione delle fratture, per il Servizio Sanitario Nazionale. Credenza comune è che l’osteoporosi sia un problema esclusivamente femminile. Sono generalmente le donne, dopo la menopausa, che chiedono al medico di eseguire una densitometria ossea per valutare lo stato dell’osso e per fare prevenzione. Anche se la malattia colpisce più il sesso femminile, ha un impatto tutt’altro che trascurabile negli uomini; i tassi di mortalità a seguito di una frattura sono più alti negli uomini che hanno più probabilità di riportare conseguenze gravi dopo l’evento. Pochi sanno che per un uomo over 50, il rischio di andare incontro ad una frattura su base osteoporotica nell’arco della vita è oltre il doppio di quello di sviluppare un tumore alla prostata. Lo scopo della prevenzione è quello di ridurre i fattori di rischio modificabili (carenza di vitamina d, vita sedentaria, abitudini alimentari sbagliate, abuso di alcool, fumo …) e prestare attenzione a quelli non modificabili (età, familiarità, alcune malattie croniche, uso di farmaci osteopenizzanti come i cortisonici). Fra i fattori di rischio non modificabili ne vanno aggiunti altri due legati ai trattamenti oncologici ormonali: la terapia con inibitori dell’aromatasi utilizzata per il tumore al seno e la terapia di deprivazione androgenica utilizzata nella cura del tumore prostatico. Per queste due situazioni il Servizio Sanitario Nazionale mette oggi a disposizione gratuitamente, ma solo in centri autorizzati, una terapia in grado di contrastare l’aumentato rischio di fratture da fragilità associate alle terapie suddette. Il trattamento prevede l’utilizzo di difosfonati o Denosumab, un anticorpo monoclonale umano, che viene somministrato per via sottocutanea ogni sei mesi. I pazienti devono ricevere contemporaneamente un adeguato supplemento di calcio e vitamina D. Il Progetto PICO Men ( Percorso Integrato onCo-reumatologico per la prevenzione dell’ Osteoporosi in uomini con carcinoma della prostata in trattamento ormonale), nato dalla collaborazione tra la Clinica Reumatologica (referente Dr. Ferdinando Silveri) e l’U.O.S.D. di Medicina Oncologica (referente Dott.ssa Giusi Giacomini) dell’Ospedale Carlo Urbani di Jesi, prevede l’invio dei pazienti con carcinoma prostatico in trattamento con terapia di deprivazione androgenica, attraverso un percorso, "preferenziale" ben codificato. Tale percorso prevede la prenotazione di una visita reumatologica, previa impegnativa del medico di medicina generale o dello specialista ospedaliero, presso gli ambulatori della Clinica Reumatologica situati al II livello dell’ospedale jesino. Prima della visita il paziente deve eseguire alcuni esami laboratoristici che saranno prescritti dal medico inviante e che il paziente stesso dovrà portare durante l’incontro con lo specialista reumatologo che provvederà, dopo accurata valutazione clinica, alla prescrizione del farmaco più opportuno. Da circa un anno è già attivo, presso la stessa Clinica Reumatologica e sempre in collaborazione con l’Oncologia, un analogo progetto chiamato semplicemente PICO: Percorso Integrato onCo-reumatologico per la prevenzione dell’ Osteoporosi in donne in trattamento con inibitori dell’aromatasi. E’ importante sottolineare nuovamente, in un periodo "difficile" per la Sanità Pubblica, come l’attivazione di questi numerosi progetti oncologici (Progetto Loto, Progetto N.E.ON. Progetto PICO e Progetto PICO Men) sia stata possibile grazie alla disponibilità ed all’entusiasmo di professionisti che operano nel settore sanitario pubblico che, gratuitamente, si sono messi al servizio dei pazienti oncologici nonché al sostegno della Direzione Medica, che non ha mai mancato di premiare tutti quei progetti innovativi ritenuti in grado d’impattare positivamente sulla qualità di vita dei pazienti.